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LASIK Il laser ad eccimeri è un apparecchio che emette una radiazione ultravioletta ad alta intensità; esso viene utilizzato per trattare la cornea; guidato e controllato in modo opportuno, il raggio laser asporta tessuto in quantità di pochi millesimi di millimetro per colpo vaporizzandolo istantaneamente; il raggio laser può così modificare il profilo della cornea, appiattendone la parte centrale (zona ottica) in modo preciso e regolare, correggendo così il difetto miopico, oppure agendo in maniera diversa per correggere l'astigmatismo o l'ipermetropia. Il laser ad eccimeri può essere utilizzato in due modi: sulla superficie anteriore della cornea e in tal caso la procedura si chiama PRK o fotoablazione corneale di superficie; oppure all'interno della cornea (dopo aver eseguito una microscopica incisione semicircolare che consente di sollevare un sottile strato di tessuto); in tal caso la procedura si chiama LASIK o cheratomileusi con laser ad eccimeri. Se il difetto (in particolare astigmatismo o ipermetropia) è di grado medio ed elevato, il trattamento con laser ad eccimeri sulla superficie corneale non è più sufficiente a correggerlo adeguatamente; occorre eseguire il laser all'interno della cornea; l'intervento si chiama "LASIK" o "cheratomileusi con laser ad eccimeri". L'operazione consta di due parti: La prima consiste nell'eseguire, con uno strumento chiamato "microcheratomo", un cosiddetto "taglio lamellare" sulla cornea cioè nel tagliare un sottile strato semicircolare di tessuto superficiale (per un diametro di circa 9 mm e ad una profondità di circa il 25% dello spessore totale della cornea); esso viene poi sollevato e aperto come fosse la pagina di un libro.
La seconda parte consiste nell'eseguire, nella parte interna della cornea così esposta, il trattamento laser ad eccimeri. La "pagina del libro" viene poi riposizionata senza necessità di dare punti di sutura.
La riuscita refrattiva può essere calcolata con una precisione di circa l'80-100%, ossia se si vogliono correggere 10 diottrie il risultato può oscillare di 1,0-2,0 diottrie in più o in meno. Qualora con l'intervento non si ottenga la correzione sufficiente è possibile eseguire un ritrattamento dopo 6-12 settimane. Pregi
della LASIK Dopo l'operazione, contrariamente a quanto succede nella PRK, il paziente ha solo una modesta sensazione di corpo estraneo ma non ha dolore. Il recupero visivo è piuttosto rapido ed avviene in poche ore; la stabilizzazione completa della visione richiede invece un periodo di qualche settimana. L'intervento offre risultati duraturi nel tempo; non riduce la robustezza della cornea e non induce modificazioni interne. Il laser ad eccimeri applicato all'interno della cornea consente di correggere gradi di miopia molto più elevati che con il trattamento ad eccimeri in superficie (stessa cosa vale per l'astigmatismo e l'ipermetropia). La LASIK è l'intervento più usato a livello internazionale per correggere miopie di grado medio-elevato, per la correzione di astigmatismo medio-elevato e per la correzione dell'ipermetropia. Se lo spessore corneale è insufficiente per una LASIK in caso di miopia medio-elevata è possibile ricorrere con buoni risultati alla PRK: questo grazie ai laser di più recente generazione che, levigando in maniera ottimale la superficie corneale, riducono il rischio di anomali processi di cicatrizzazione. Risultati La regressione accade perchè fattori estranei alla mano del chirurgo ed alla precisione del laser e dell'intervento possono influenzare la guarigione e quindi il risultato; per meglio capire il fenomeno occorre tener presente che, malgrado lo strumento sia molto preciso nel suo lavoro, la risposta dei tessuti all'azione del laser ed il processo di guarigione possono essere diversi da caso a caso. Quando il risultato refrattivo desiderato non viene ottenuto è possibile un ritrattamento dopo un certo periodo dalla prima procedura. Alla possibile regressione si associa talvolta una lieve velatura della cornea nella zona trattata; essa compare tanto più spesso quanto più elevata è la miopia che viene trattata (questa è anche una delle ragioni per cui con la PRK si trattano solo miopie lievi). Questa velatura può determinare modeste riduzioni dell'efficienza visiva e qualche difficoltà nella guida notturna; essa regredisce di norma progressivamente in un arco di tempo di circa sei mesi. Altre difficoltà sono rappresentate da aloni intorno alle luci, abbagliamenti, fastidio alla luce (fotofobia); essi accompagnano di frequente le prime fasi postoperatorie e si attenuano con il passare delle settimane. Tutti i suddetti disturbi, relativamente frequenti con i laser di prima e seconda generazione si verificano molto più raramente con le macchine di terza generazione e nel caso di trattamenti per difetti leggeri, il tutto a vantaggio del risultato per il paziente che quindi può ora affrontare la loro correzione con maggior tranquillità ma soprattutto con maggior possibilità di avere un trattamento che risolva completamente il suo difetto. |